La Chimica, la scienza centrale

Spesso ci si domanda quale sia la disciplina scientifica più importante, quella con il maggior numero di connessioni con le altre o la maggiore influenza nello sviluppo della ricerca e il maggior impatto nel progresso scientifico, e la “competizione” tra gli addetti ai lavori talvolta raggiunge livelli degni del più becero squadrismo calcistico, fortunatamente però non dobbiamo denunciare la presenza di riottosi ultrà!

Un tema che scalda gli animi, come per i fisici del blog di arXiv, che dedicano un pezzo alla dimostrazione appassionata dei motivi per i quali la vita è fisica, non chimica, sconfessando la visione ottusa di quei biologi che asseriscono l’esatto contrario. Secondo loro, i chimici rimarrebbero sbalorditi da quel fenomeno emergente che si chiama superconduttività, la quale potrebbe essere assimilata alla vita stessa, dato che questa proprietà della materia comprenderebbe la chimica e gli atomi!

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La chimica dei Guinness

Se ne parla poco, ma anche la chimica può vantare i suoi curiosi primati, sfide estreme spesso goliardiche e bizzarre, che però assolvono pienamente all’implicita dichiarazione d’intenti: sfatare il luogo comune che la scienza è noiosa ed è riservata a quei pochi nerd occhialuti, mentre si può stupire e intrattenere comunicando la scienza in maniera divertente e interessante, senza per questo rinunciare ad una proficua divulgazione di temi scientifici.

Per questo motivo, l’esempio più eclatante potrebbe essere la più grande lezione di chimica mai realizzata, ufficializzata davvero dai Guinness World Records che hanno confermato l’evento come un primato mondiale, svoltosi durante la giornata della scienza del 2009 (Science Day 2009), ma c’è molto, molto di più…

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Alla faccia del bicarbonato di sodio, che alghe!

Alghe si nasce, ma formidabili produttori di biocombustibili si diventa!

Già, perché, quasi come una novella scoperta dell’acqua calda, alcuni ricercatori hanno dimostrato che un reagente “povero” come il bicarbonato di sodio è in grado di aumentare notevolmente la produzione da parte delle alghe dei precursori chiave del biodiesel, un combustibile ottenuto da fonti rinnovabili.

Una notizia che alle sette sorelle non farà certo piacere di questi tempi, che tra le incombenze di Hubbert, le mestruazioni del golfo messicano e l’instabilità dei mercati, adesso vedono schierarsi un altro agguerrito e temibile concorrente nelle file dei combustibili alternativi.

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Stewart Brand: eco-pragmatismo o eco-opportunismo?

Stewart Brand. Imagecredit: Wikimedia Commons

Mister Stewart Brand è uno scrittore statunitense che verso la fine degli anni ’60 ebbe l’idea meravigliosa di catalogare i migliori attrezzi e libri che si potevano trovare al mondo in quel periodo, corredando il tutto con immagini, analisi ed utilizzi, prezzi e fornitori, producendo così una delle prime guide commerciali più complete allora disponibili, The Whole Earth Catalog, il quale è stato addirittura definito come il progenitore del World Wide Web da Steve Jobs, tanto fu il successo riscosso dalla sue reiterata pubblicazione. Il suo lavoro fu utile per rendere gli utenti consapevoli delle nuove tecnologie, dell’esistenza di uno sviluppo sostenibile, creando così in loro la fiducia necessaria per migliorare l’economia tramite le loro risorse.

L’influenza del Whole Earth Catalog sul movimento culturale del ritorno alla terra proprio degli anni ’70 ed i movimenti comunitari propri di molte città fu vasto e sentito negli Stati Uniti, in Canada ed oltre. Un’edizione del 1972 fu venduta in 1.5 milioni di copie e vinse negli Stati Uniti il National Book Award. Proprio grazie al catalogo, molte persone conobbero le energie alternative (solare, eolica, idrica su piccola scala, geotermica), prendendo coscienza dell’incredibile opportunità che potevano offrire.

Seguono numerosi aneddoti e varie vicende, nonché il clamoroso voltafaccia di questi ultimi tempi. Infatti andando contro ogni bene predicato in passato, il suo manifesto pragmatista rinnega ogni cosa, forte della popolarità acquisita negli anni è diventato un perfetto uomo-simbolo paralobbista che propaganda eresie supportate solo da un contorno di aria fritta, una pratica che anche in Italia trova terreno fertile con i suoi attuali paladini del nucleare come Umberto Veronesi o Margherita Hack.

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2011: la chimica alla riscossa!

Finalmente la chimica ha conquistato l’attenzione che si merita: il 2011 sarà dedicato alla celebrazione della scienza naturale più trasversale che esista, gioia e dolore di generazioni di studenti, silenziosa responsabile dell’odierno benessere, da sempre ingiustamente accusata dei nostri scellerati inquinamenti, facilmente evitabili se solo la cultura della chimica fosse un po’ più diffusa.

L’occasione è tanto irripetibile, quanto ghiotta, in tutto il mondo vi saranno eventi e manifestazioni di rilievo, e la chimica grazie ai suoi rappresentanti, potrà essere onorevolmente celebrata per i benefici che ha portato e che porterà all’umanità per un progresso sostenibile, per la salvaguardia dell’ambiente  e per una vita vissuta all’insegna della consapevolezza dell’importanza della materia che circonda.

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A chemical blogroll

Chi mi conosce sa che amo catalogare, categorizzare, riordinare, censire e sembrerebbe che il mio censimento dei blog scientifici abbia riscosso un certo interesse, forse sarà stata la novità, forse una curiosa voglia di viaggiare nei meandri della scienza più o meno amatoriale, o forse solo per controllare se il proprio blog oppure quello preferito, erano inclusi nella lista.

Ecco, nel mio piccolo, parrebbe che con questo, il mio operato possa vantare almeno di un tentativo di imitazione (sicuramente involontario, ma lasciatemi sognare!) , forse più settoriale (visto che se lo possono permettere in quanto a numerosità di blog) e probabilmente un po’ meno elaborato (in fondo non se ne vede l’esigenza), ma la risposta dei blogger, inesorabilmente, non ha tardato a farsi sentire, per la gioia di ogni articolista che si rispetti.

Dato il filo conduttore, non potevo esimermi quindi dal riproporlo, riordinarlo, magari aggiungendo qualche altro link e qualche (spero) utile nota, nella speranza che qualcun altro, oltre a me, possa trovarlo utile!

I migliori blog di chimica in inglese

Top english chemistry blogs

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Anche le proteine sono vanitose!

La proteina "primadonna" al lavoro! Imagecredit: xvivo

Le proteine sono le macromolecole fondamentali di tutte le cellule animali e vegetali. Sarà per questo che se la “tirano”?

Già perché una recente ricerca condotta dai bioingegneri dell’Università di Rice ci fa scoprire che alcune di queste proteine sono dei muli infaticabili che camminano letteralmente trasportando il loro prezioso carico (vescicole, organelli o altre macromolecole) all’interno delle cellule viventi, ma si comportano come delle vere primedonne, vanità e mitomania comprese!

Questa particolare proteina, chiamata chinesina, è una incredibile e strabiliante macchina molecolare bipede. Adesso gli scienziati hanno anche sviluppato gli strumenti per misurare la potenza di trazione della molecola di chinesina sia singolarmente che in coppia, e la loro relazione pubblicata su Biophysical Journal di questa settimana rivela  che le chinesine lavorano meglio da sole, forse perché sono già efficaci di natura e non necessitano di ulteriori aiuti, o forse perché non sopportano di condividere la gloria del loro lavoro, chissà!

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La chimica di destra e di sinistra e il futuro della sintesi

Un metalloenzima a base di nichel. Imagecredit: Wikimedia Commons

Le parole definiscono il mondo. Se non ci fossero le parole, non avremmo la possibilità di parlare di niente. Ma il mondo gira e le parole stanno ferme. Le parole si logorano, invecchiano, perdono di senso, e tutti noi continuiamo ad usarle senza accorgerci di parlare… di niente.

Tutti noi ce la prendiamo con la Storia, ma io dico che la colpa è nostra. E’ evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra. Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?

Così esordì il Signor G negli anni ’90, durante uno dei suoi memorabili spettacoli, rimarcando che la distinzione fra destra e sinistra è solo un astuto espediente costruito apposta per farci perdere di vista gli obiettivi prioritari. Ma questa è un’altra storia, e richiederebbe un’altra sede per essere sviluppata opportunamente. Tuttavia anche in chimica alcuni composti possono avere tendenze di destra o di sinistra. Non solo, tali composti spesso sono indistinguibili tra loro a meno di una piccola differenza nelle proprietà fisiche, come ad esempio la capacità di “dirottare” verso destra oppure a sinistra un fascio di luce polarizzata.

In molti casi però, solo una delle due forme è di interesse per l’impiego nel settore sanitario, in quello agricolo o alimentare, mentre la sintesi chimica ha lo svantaggio di produrre entrambe le forme molecolari in un miscuglio chiamato racemo, in cui la separazione tra i due enantiomeri presenta qualche difficoltà.  La natura invece è molto più efficiente in questo tipo di sintesi, e per questo motivo i ricercatori hanno pensato di sfruttare gli enzimi per ottenere selettivamente uno o l’altro prodotto. Naturalmente questo percorso non era privo di ostacoli e difficoltà, anche se forse siamo arrivati ad una promettente svolta.

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