Vacilla il trono dell’acqua regia!

Flaconi di acqua regia

L’acqua regia è una potente miscela di acidi inorganici che detiene l’indiscusso primato dell’agente ossidante più efficace oggi conosciuto, grazie alla sua prodigiosa capacità di dissolvere facilmente i metalli nobili.

La miscela, le cui origini storiche si perdono nell’impossibilità di accertare l’identità del misterioso Pseudo-Geber, è composta in genere da un volume di acido nitrico e tre di acido cloridrico entrambi concentrati, e viene preparata al momento dell’utilizzo, a causa della sua instabilità. Infatti dall’unione dei due acidi minerali si generano due gas, cloro e cloruro di nitrosile, che tendono a lasciare la soluzione nel tempo, rendendola progressivamente sempre più debole.

HNO3 (aq) + 3 HCl (aq) → NOCl (g) + Cl2 (g) + 2 H2(l)

I singoli componenti, se presi da soli, non sono in grado di attaccare i metalli nobili come l’oro e il platino,  mentre insieme formano un energico miscuglio ossidante in grado di estrarre con forza gli elettroni metallici dai loro gusci più esterni, che così passano allo stato ionico in soluzione. Tuttavia tantalio, iridio, osmio, titanio, rodio e pochi altri sono ancora in grado di resistere agli energici attacchi chimici dell’acqua regia.

La novità, che giunge dall’Institute of Technology di Atlanta, Georgia, aggiunge un posto al tavolo del reagentario dei metallurgici, e promette interessanti sviluppi nel settore del riciclaggio selettivo dei metalli nobili nei processi industriali e un inedito aiuto nella manifattura dei nanomateriali.

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L’antiruggine dai mozziconi

Sul nostro pianeta ogni anno si bruciano circa 5500 miliardi di sigarette, generando una notevole quantità di rifiuti contenenti sostanza molto tossiche per l’ambiente e i suoi abitanti.

Una ricerca recente, condotta da Jun Zhao e il suo team della School of Energy and Power Engineering, Xi’an Jiaotong University, suggerisce il riutilizzo di questo tipo di rifiuti come materia prima per la produzione di una speciale vernice anti-corrosione altamente protettiva. Gli studi mostrano che l’estratto acquoso ottenuto dalle cicche, applicato ad un certo tipo di acciaio (N80), largamente impiegato per la costruzione di oleodotti, lo protegge dalla corrosione ossidativa anche in condizioni estreme, i test sono stati condotti a caldo (90° C)  e in presenza di acido cloridrico, una delle sostanze più corrosive conosciute, con efficienze di inibizione che arrivano a superare il 90%.

Tra le sostanze contenute nell’estratto spicca ovviamente la nicotina, ma nel liquido sono presenti almeno altre otto molecole diverse, eterociclici come la cotinina, la rutina e altri nicotinoidi.

Continuo a non capire i motivi per i quali queste ricerche finiscono nel posacenere …

Pubblicazione su ACS (Industrial & Engineering Chemistry Research)