Libero accesso alla ricerca, una ghiotta opportunità da Wiley

Quante volte vi è capitato di ricevere un regalo del tutto inatteso e al tempo stesso davvero interessante, come una chiave magica che solo per i vostri occhi, garantisce l’accesso ad uno scrigno ricolmo di preziosi documenti?

Wiley, anzi John Wiley & Sons, Inc. è una storica casa editrice statunitense molto nota, specializzata in testi di riferimento e pubblicazioni scientifiche di alto livello, suoi ad esempio sono i titoli diffusi anche in Italia sul tema “Something” … For Dummies. Nata nel 1807 a New York, quando Charles Wiley aprì un una tipografia in Manhattan per pubblicare testi di legge e nei primi anni pubblicò lavori di letteratura. Adottò il nome attuale nel 1875 e aggiunse alcuni testi scientifici e tecnici al suo catalogo, fino a occupare oggi più di 3500 impiegati in tutto il mondo, e ricavare un fatturato di oltre un miliardo di dollari (nel 2007).  In occasione dell’Anno Internazionale della Chimica, e per promuovere la cultura in chimica,  sono stati rilasciati in open access numerosi titoli, per un periodo limitato, e sono state rese disponibili per un trial gratuito alcune tra le opere di riferimento sulla chimica più prestigiose del settore. Ecco una breve rassegna dei doni di Wiley, mi auguro che approfitterete come ho avidamente fatto anch’io!

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Una revisione paritaria in pubblico dominio?

Peer Review Monster di Gideon Burton, su Flickr

Nell’ambito della comunicazione della ricerca scientifica, il peer review, tradotto in italiano con revisione dei pari, paritaria o paritetica, è un processo di selezione e prima valutazione di un documento che espone i risultati di un ricercatore. Questo processo, chiamato anche refereeing (arbitrato o meglio revisione) viene generalmente supportato dai referee o revisori, cioè coloro che giudicano l’idoneità del lavoro presentato, concedendone discrezionalmente la pubblicazione sulle riviste specializzate. Sono in molti a chiedersi quanto è affidabile questo sistema, ma soprattutto cosa si può fare per migliorarlo?

Naturalmente le cose sono molto più complicate di quanto sembrino ad uno sguardo distratto, e i processi di peer review possono essere single blind (dove gli autori non conoscono i revisori), double blind (i revisori non conoscono gli autori e viceversa) o addirittura triple blind (editori, revisori e autori non si conoscono tra loro). Anche i criteri di pubblicazione sono molteplici, ad esempio Science e Nature esigono standard estremamente rigorosi per la pubblicazione, e spesso respingono anche documenti contenenti lavori di buon livello se questi non sono dei veri passi avanti nel loro campo. Questi approcci differenti traspaiono dalle percentuali di ciò che viene pubblicato: Nature pubblica circa il 5 per cento dei lavori che riceve, mentre Astrophysical Journal è al 70%

ResearchBlogging.org

Il criticismo generato dai processi di peer review è inevitabile, anche se di recente alcuni aspetti sono stati migliorati notevolmente. Infatti una delle prime critiche mosse, denunciava l’inesorabile lentezza del sistema, quando occorrevano mesi o addirittura anni per l’approvazione di un paper, prima della pubblicazione effettiva. In pratica, gran parte delle notizie su nuovi risultati, in particolare quelle inerenti astronomia ed economia, non avviene più attraverso giornali peer-reviewed, piuttosto si diffondono con i cosiddetti preprints, prepubblicazioni presentate su server specializzati come il noto arXiv.org.

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