Freeman Dyson e Steve Connor, epistole impertinenti sui cambiamenti climatici

Steve Connor e Freeman Dyson. Imagecredit: The Independent

Il professor Freeman Dyson, classe 1923, è un illustre fisico teorico e matematico statunitense di origine britannica, famoso per i suoi studi sulla teoria quantistica dei campi, sulla fisica dello stato solido, e molto altro ancora. I suoi amici lo descrivono come una persona timida e schiva, con una vena di contrappunto che i suoi amici trovano rinfrescante, ma che i suoi oppositori subiscono con esasperazione. Il suo amico, il neurologo e scrittore Oliver Sacks, ha detto che “la parola preferita da Freeman sul fare scienza ed essere creativi, è il termine ‘sovversivo‘. Egli non pensa solo che sia piuttosto importante non cadere nell’ortodossia, ma bisogna anche essere sovversivi, ed è proprio ciò che ha fatto per tutta la vita”. [1]

Su Steve Connor, ahimè, non sono riuscito a trovare molte informazioni, è attualmente science editor del noto tabloid britannico The Independent e qui potete trovare una panoramica del suo operato.  Ben Goldacre, editorialista della rubrica scientifica Bad Science, ospitata dal quotidiano The Guardian, scrive di lui sul suo blog, definendolo un uomo “arrabbiato” e associandolo addirittura agli omeopati quando si tratta di rabbia. Riconosco che questa presentazione possa risultare palesemente sbilanciata, tuttavia trovo più interessante riflettere sui contenuti dello scambio di e-mail in cui Steve Connor chiede allo scienziato ribelle perché egli sia uno dei pochi veri intellettuali ad essere così sprezzante sul diffuso consenso per il riscaldamento globale e la sua origine antropica.

Quanto segue è la traduzione, un po’ frettolosa in verità, dell’interessante botta e risposta tra i due, incentrata sullo scetticismo di Dyson nei confronti del Global Warming. [2]

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Il ritorno di Oliver con l’occhio della mente

Oliver Wolf Sacks. Imagecredit: Wikimedia Commons

Un ritorno sospirato, quello di Oliver Sacks,  a tre anni dalla sua ultima fatica, Musicofilia – Racconti sulla musica e il cervello, ecco che si comincia già a parlare del suo prossimo libro, The Mind’s Eye che uscirà il prossimo ottobre per tutti gli anglofoni.

Come per la maggior parte dei libri del neurologo (oltre che  scrittore e professore di neurologia e psichiatria alla Columbia University) – tra i quali vi sono bestseller come Awakenings (Risvegli), The Man Who Mistook His Wife for a Hat e anche An Anthropologist on Mars – il suo recente lavoro è una collezione di osservazioni minuziose e storie delle esperienze di empatia che illustrano la capacità dei suoi pazienti di adattarsi e prosperare, nonostante le serie lesioni neurali sofferte e le incredibili sfide che affrontano nella vita di tutti i giorni.

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