Offresi tecnico di Laboratorio

Cerco lavoro. Disperatamente.
Sono in possesso di una lunga esperienza aziendale, capacità di leadership con esperienza nella guida e coordinamento di una squadra di collaboratori, determinato al raggiungimento degli obiettivi; problem solving, disponibilità all’apprendimento di nuove tecniche, flessibilità mentale, umiltà, ho inoltre una solida esperienza pluriennale come tecnico coordinatore di laboratorio con competenze in analisi chimica strumentale, gascromatografia e tecniche di estrazione in fase solida (SPE), spettrofotometria, analisi ottiche colorimetriche, gravimetria, reologia, tecniche di microscopia, depurazione acque reflue (come conduttore impianto di trattamento), analisi bagni galvanici, gestione, taratura e manutenzione parco strumenti e organizzazione di un laboratorio dedicato al controllo delle materie prime, analisi ambientali e dei semilavorati. Conosco le normative internazionali (UNI EN ISO) sulla certificazione di qualità e ambientale, metodi di prova, procedure e progettazione sistema ambiente e qualità.
Nel  tempo  libero  ho  scritto  circa  200  articoli  scientifici originali  a  scopo  divulgativo  sul  mio  blog  personale ottenendo  un  discreto successo e inserendomi nel network internazionale di blogger scientifici Research Blogger; ho  partecipato  come  editor  di  news  scientifiche  su  tematiche chimiche  per  un’associazione  culturale (Chimicare); sono inoltre entrato a far parte di un team di traduttori sottotitolando  in italiano  alcuni  video  scientifici divulgativi  per  TED –  ideas  worth  spreading.

Sono orientato a impiegarmi nuovamente in un laboratorio di analisi, accetto tuttavia mansioni di controllo qualità, conduzione impianti di depurazione o qualsiasi altro impiego adatto alle mie competenze. Sono disponibile ad effettuare turni, straordinari (anche notturni e festivi), reperibilità, trasferte e a qualsiasi tipologia di contratto. La mia ricerca è rivolta al Piemonte e zone limitrofe, ma sono anche disponibile a trasferirmi ovunque in Italia o all’estero.

Ho sempre amato la Scienza, fin da bambino ho creduto fermamente che il mio destino vi fosse legato indissolubilmente per motivi che ancora ignoro, o forse solo perché mi sembrava di capirla. Ho iniziato a lavorare come lavapiatti a sedici anni in una birreria fino alle 3 di notte per riuscire a mantenermi durante gli ultimi anni della scuola secondaria, pur di ottenere l’ambìto diploma da tecnico di laboratorio. Già, perché partivo con il comune svantaggio di essere nato povero e senza genitori.

Dopo il servizio militare ho trovato subito lavoro in una grande azienda. Ero al settimo cielo, anche se si trattava di un semplice impiego come operaio addetto alle linee galvaniche. Mi trovavo a mio agio anche durante i lunghi turni di notte, ero circondato da sostanze chimiche: il solfato di rame, l’anidride cromica, l’acido solforico e la soda inebriavano l’atmosfera di rassicuranti futuri. Quelle vecchie vasche con i contatori analogici e gli amperometri a lancetta mi erano amiche al punto che giravano come orologi svizzeri. Approfondii subito le indispensabili leggi di Faraday direttamente sul campo, mentre le reazioni di ossido-riduzione che avvenivano durante le elettrodeposizioni non rappresentavano alcun mistero per me, le ho sempre padroneggiate con maestria data la mia innata passione per le trasformazioni chimiche, in particolare le redox, al punto che i coefficienti mi venivano spontanei, senza nemmeno soffermarmi a calcolarli.

lab3Un anno e mezzo dopo, mi convocano in ufficio. L’allora responsabile del laboratorio aziendale mi aveva adocchiato come candidato a lavorare per lui. Non potevo chiedere di meglio, finalmente ero nel mio ambiente prediletto, un vero laboratorio pieno di strumenti straordinari, scintillanti alambicchi, potenti computer  e soprattutto colleghi amichevoli. Inutile aggiungere che ho dato tutto me stesso in quel laboratorio dove ho passato 25 anni fantastici e pieni di soddisfazioni. Nel tempo la mia esperienza cresceva in modo trasversale, data la molteplicità di problemi che mi trovavo ad affrontare. Dalle semplici titolazioni alla spettrofotometria UV-visibile, dalla reologia con un viscosimetro manuale che esprimeva ancora i risultati in Poise alle analisi merceologiche delle materie prime con dinamometri, abrasimetri, rigidometri, sclerometri, ruvidimetri, porosimetri e decine di altri strumenti di misura tanto insoliti quanto affascinanti.

E poi venne la gascromatografia, un vero e proprio colpo di fulmine. Credo di essere stato uno dei primi a pretendere un’apparecchiatura simile assolutamente priva di bombole di gas sotto pressione. Ricordo che nemmeno il fornitore ci credeva. Proposi infatti di includere un generatore di idrogeno che fungesse sia da carrier che da combustibile per il rilevatore FID e nonostante lo scetticismo diffuso, alla fine funzionava egregiamente. Le analisi risultavano performanti e il risparmio dovuto al mancato approvvigionamento continuo di bombole (compresa la costruzione di una cella a loro dedicata per la sicurezza), sostituite con pura e semplice acqua distillata mi riempivano di orgoglio.

depuDurante questo periodo sono stato anche conduttore dell’impianto interno di trattamento acque reflue, con piena responsabilità. Mi sono occupato di ogni singolo aspetto che riguardava quell’impianto, dalle manutenzioni che venivano sistematicamente procrastinate mio malgrado, ai miglioramenti nell’ottica di risparmio delle risorse e aumento dell’efficienza, affinando i dosaggi dei reattivi, curando le tarature delle sonde elettrochimiche, studiando possibili modifiche che venivano costantemente bocciate semplicemente perché avevano un costo, incuranti dei benefici anche economici che potevano apportare. Ciò nonostante ho rappresentato in prima persona l’azienda durante i controlli ambientali con gli ispettori istituzionali uscendone sempre egregiamente al punto da ottenere il famoso bollino blu per la tutela delle acque per molti anni fino alla conversione del sistema alla certificazione ambientale ISO 14001 prima e  all’autorizzazione integrata ambientale (AIA) in seguito. La mia sensibilità per l’ambiente, il mio senso di responsabilità e il mio solido impegno in tal senso non mi hanno mai abbandonato.

E infine arrivò la crisi. Ho visto l’azienda smembrarsi a poco a poco, perdendo reparti che venivano inspiegabilmente smantellati, colleghi e competenze sacrificati nel nome dello snellimento aziendale per poter competere e agonizzare ancora un po’ in un mercato sempre più concorrenziale. Una corsa al ribasso senza sconti né pietà per nessuno fino all’improvvisa chiusura definitiva e senza appello. E nemmeno un cenno di sdegno da parte delle istituzioni quando si è saputo che l’intera produzione era stata delocalizzata altrove per evidenti interessi economici. A nessuno importava nulla della perdita di una delle principali realtà italiane del settore che scompariva del territorio nel più assordante silenzio mai udito.

Deciso a non seppellire la mia esperienza nell’oblio, ho sondato la possibilità di trasferirmi insieme alla produzione nel centro-sud iniziando un insostenibile calvario da pendolare durato quasi un anno e mezzo in un ambiente deleterio, al punto da rischiare la mia integrità psicologica consapevole che di li a poco sarei stato comunque di troppo. La mia funzione aveva perso ogni importanza, qualità e ambiente diventavano ogni giorno più irrilevanti e io cominciavo a cercare sempre più assiduamente soluzioni alternative che non arrivavano mai.

Ho passato un anno intero percependo il misero sussidio di disoccupazione con tutti i sensi di colpa annessi per poi decidere di rischiare l’ultima carta. Ho quindi azzardato la via della partita IVA, aprendo uno studio grafico artigianale, mica potevo aprire un laboratorio chimico, no? All’inizio sembrava promettente, i clienti arrivavano titubanti, ma ne uscivano soddisfatti. Ho creato layout per biglietti da visita, volantini, locandine, manifesti, calendari, ho stampato magliette, felpe, indumenti da lavoro, borse di cotone con i loghi proposti. Centinaia di preventivi, ma poche richieste concrete. Amen, non sono mai stato un buon venditore e le imposte hanno fatto il resto. L’attività non era sostenibile e sono stato costretto a chiuderla con infinita vergogna e disappunto.

nucleoOra sono qui sul divano, aspettando una chiamata che non arriverà mai. Ho una figlia all’università, un’altra in infortunio, una moglie deliziosa che mi da tanta forza con la sua volontà oltre a un vecchio ma adorabile cagnone salvato da un canile. Sono iscritto al centro per l’impiego e a tutte le agenzie per il lavoro da tempo, oltre ad aver mandato il mio curriculum a tutte le aziende del territorio in cui vivo tramite i loro siti nella sezione “lavora con noi”. In questi ultimi quattro mesi ho inviato  715 candidature rispondendo a 653 annunci e autocandidandomi a 62 aziende private, collezionando pochissime di quelle risposte automatiche che recitano ““la ringraziamo per averci contattato, se interessati le faremo sapere…” e centinaia di inspiegabili “non idoneo” e “purtroppo il suo profilo non risponde ai requisiti richiesti”. Sono stato contattato per un colloquio conoscitivo una sola volta, probabilmente perché l’agenzia aveva bisogno di raggiungere un minimo numero di candidati da presentare all’azienda committente. Naturalmente oltre a ogni ricerca di personale del mio campo, ho risposto anche a posizioni non inerenti la mia specifica attitudine, ma che tuttavia avrei potuto assolvere senza problemi: operaio generico, magazziniere, autista, grafico, fattorino, corriere, portiere, centralinista, custode e perfino necroforo senza alcun riscontro. Anche le mie poche conoscenze influenti si sono eclissate in seguito alle mie richieste di aiuto. Inutile aggiungere che quei numeri aumentano ogni giorno che passa in un indomabile  virgulto di speranza.

Sono arrivato alla conclusione che il sistema dei centri per l’impiego e le agenzie private non sono all’altezza della loro missione. L’offerta non arriva alla domanda, oppure vi arriva offuscata. La discriminazione in favore delle categorie protette o dei giovani che possono beneficiare dei bonus fiscali è elevatissima, anche se l’annuncio riporta che l’offerta è destinata ad ambosessi di qualunque età a norma di legge. In ultima analisi l’azienda seleziona chi più gli conviene, mica chi è più qualificato. Anche la distanza dalle aziende che cercano è determinante al punto che diventa un requisito più importante delle capacità individuali, contro qualsiasi logica.

Sono alla frutta, ricevo costantemente ingiunzioni di pagamento e le bollette si stanno accumulando pericolosamente. Ho già saltato due rate del mutuo acceso in un periodo florido, quando non c’era alcun segnale di un tale decadimento. La disperazione ha ormai lasciato il posto alla rassegnazione. Questo sicuramente sarà il mio ultimo grido di speranza su questo blog e ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini e che mi hanno seguito, scusandomi per le mancate risposte alle vostre domande di quest’ultimo periodo.

Se desiderate contattarmi per un lavoro, lasciate un messaggio: vi risponderò quanto prima allegando un curriculum aggiornato.

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