La bellezza della fisica

Ordunque, con questo post forse mi gioco la reputazione contro-discriminatoria che ho faticosamente cercato di costruire, e vorrei rimarcare che non è assolutissimamente mia intenzione cadere nel maschilistico luogo comune che vorrebbe soddisfatta l’equazione bello/a = stupido/a, né la sua perfetta antitesi, brutto/a=genio/accia, ma il tutto può ricondursi a due variabili semplicemente indipendenti tra loro e assegnate con un criterio del tutto casuale!
Quindi, cosa c’è di meglio che sfamare l’occhio (che sempre vuole la sua parte), presentando alcune delle meraviglie della Fisica, per Lui e per Lei, impersonate da splendidi scienziati e ricercatori che in passerella non sfigurerebbero affatto, nemmeno al cospetto dei concorsi di bellezza più blasonati! Altro che Miss e Mister Universo: qui c’è molto di più…

Iniziamo dai maschietti, badate bene, riporto solo i risultati di una classifica trovata per la rete, quindi non ne sono direttamente responsabile, e lascio l’insindacabile giudizio ai miei visitatori, a patto che non si scatenino troppo!

Inutile dire che il sondaggio maschile non ha riscosso la stessa affluenza di quello femminile, tra i quali vi è un rapporto tra i votanti di quasi 1:4. Inoltre è noto che i canoni di bellezza sono estremamente soggettivi e a volte sorprendenti, e questo sondaggio non smentisce affatto tali curiose tendenze.

Al quarto posto, troviamo addirittura Isaac Newton, con la sua bionda chioma fluente, la fronte illuminata e l’affascinante fossetta sul mento.  Isacco Newton, è considerato una delle più grandi menti di tutti i tempi, Universalmente noto soprattutto per il suo contributo alla meccanica classica, ma pochi immaginano quanto fosse stato attraente. Qui a lato lo vediamo all’età di 46 anni nel dipinto di Sir Godfrey Kneller del 1689.

Al terzo posto è risultato Brian Cox, classe 1968. Professore all’Università di Manchester, è un apprezzato fisico delle particelle, membro della Royal Society e del gruppo di ricerca della fisica delle alte energie, impegnato nei progetti ATLAS e LHC del CERN di Ginevra e un mucchio di altre impressionanti ricerche. E’ ben noto al pubblico come presentatore di una serie di programmi scientifici per la BBC, ma ha avuto anche una certa fama nel 1980 come tastierista nella band rock Dare e nei primi anni ’90 con la band irlandese pop D: Ream.

Il secondo posto è stato assegnato al Premio Nobel per la Fisica del 1932, uno scienziato considerato come uno dei fondatori della meccanica quantistica. Si tratta di Werner Karl Heisenberg, il fisico tedesco noto per il suo principio di indeterminazione introdotto nel 1927, che ha definitivamente fatto comprendere al mondo che lo spazio ed il tempo giocano secondo le regole del caso. Tra le sue intuizioni più importanti, anziché citare come al solito il controverso contributo che lo segnò durante la guerra,  vi è sicuramente l’espressione del dualismo onda-particella che mise la parola fine ad un dibattito durato quasi tre secoli.

Al primo posto troviamo un uomo dal fascino maturo e indiscutibile, quasi un icona della fisica, al quale deve il suo Premio Nobel assegnatogli nel 1965 per i suoi calcoli delle probabilità di transizione di unquanto da uno stato ad un altro, sviluppando così un nuovo formalismo per la meccanica quantistica, che venne in seguito adattato all’elettrodinamica quantistica. In seguito venne riconosciuto come il padre della nanotecnologia per il suo noto discorso del 1959 in cui per la prima volta si considerava la possibilità di manipolazione diretta degli atomi nella sintesi chimica, There’s plenty of room at the bottom. Naturalmente è inutile che vi dica chi è, ma lo faccio lo stesso: si tratta del noto fisico statunitense Richard Feynman.

Passiamo alle controparti, seguendo lo stesso iter, vi presento la detentrice della quarta posizione, che come dicevo prima è molto più gettonata, dove troviamo la Professoressa Lisa Randall, fisico statunitense esperta di fisica delle particellecosmologia. Mente eccelsa per le sue ricerche che spaziano oltre le particelle elementari e le forze fondamentali, con studi sulla supersimmetria, sul modello inflazionario, sul modello Standard, la bariogenesi, la teoria della grande unificazione (GUT), la relatività generale, la Teoria delle Stringhe e un’ampia varietà di modelli, il più recente dei quali ipotizza l’esistenza di dimensioni extra dello spazio. È stata la prima donna ad essere titolare di una cattedra al dipartimento di fisica della Princeton University, e a quello di fisica teorica al MIT e alla Harvard University, dove attualmente insegna. È stata inserita tra le icone della scienza del 2005 da Seed Magazine, è stata considerata nel 2006 da Newsweek come “una dei più promettenti fisici teorici della sua generazione” ed è stata inserita da Time Magazine nell’elenco delle cento persone più influenti del 2007. Ed è indubbiamente bellissima.

Passiamo rapidamente alla terza posizione decretata dai votanti, con Madhuri Kaul, un Ph.D in fisica e astronomia alla University of Pennsylvania di Philadelphia. Dall’aria sbarazzina ma di quelle che la sa lunga, come lungo è il suo curriculum, ben quattro pagine di riconoscimenti  e pubblicazioni, conosce quattro lingue tra cui l’hindi e l’urdu, si è dedicata al volontariato a scopo umanitario, ha insegnato come assistente in fisica, matematica e astrofisica presso la Princeton University.

Segue, a pochi voti di distanza Sarah Kavassalis fisico dell’università di Toronto dal sorriso eccezionale. Sarah è anche autrice del blog di PLOS, the language of bad physics, ha interessi nella ricerca sui fondamenti matematici della relatività generale, struttura topologica globale dell’universo, geometria lorentziana, spaziotempi discreti, teoria degli ordini e la correlata filosofia della matematica. Oltre al blogging e all’impegno di essere un’eterna studentessa e teorica a tempo pieno, Sarah sta lentamente scrivendo un “libro di cucina” sulla geometria Lorentziana per relativisti, chiamato “The Joy of Cooking Spacetimes“. Ogni tanto ama preparare strani dolci e inventa curiosi aneddoti stagionali con la sua dolce metà. Lovely, isn’t she?

Infine, reginetta dei fisici, possiamo ammirare la stupenda Amy Mainzer, astronoma americana specializzata in strumentazioni per astrofisica e astronomia galattica. Ricopre il ruolo di Vice Project Scientist dell’ESA per il Il WISE (Wide-Field Infrared Survey Explorer), un telescopio spaziale lanciato dallaNASA il 14 dicembre 2009. È comparsa un certo numero di volte nella serie The Universe di History Channel e vanta il battesimo dell’asteroide 234750, Amymainzer. Tutto questo (e molto altro) in soli trentasei anni, quando in Italia la massima aspirazione di un’avvenente pulzella è quella di diventare una velina fallita, o la moglie di un calciatore, ma si dai, continuiamo a promuovere i licei dello spettacolo e della televisione, siamo sempre più bravi nel far divertire il mondo intero.

Se volete ammirare le altre contendenti e molte altre foto, questi sono i vostri link (da cui ho tratto i risultati del sondaggio e l’ispirazione per questo post): Physics and Physicists – VOTE For The Most Attractive Female PhysicistVOTE For The Most Attractive Male Physicist

Altre fonti: Wikipedia

4 thoughts on “La bellezza della fisica

  1. Il sondaggio è chiuso non accalcatevi!
    Peccato perchè non ho potuto esercitare il mio diritto costituzionale e la mia candidata è rimasta senza nemmeno un voto…. Si dia spazio alle Scienze Futili, di tanto in tanto!

  2. Che meraviglia Amy Mainzer! Conoscendo Margherita Hack non immaginavo certo che tra le astronome ci fossero donne così avvenenti: è stata una vera sorprESA!
    ps: signora Hack non si offenda!!🙂

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