L’elisir di giovinezza è nascosto nella bile?

La ricerca scientifica per il raggiungimento di un estensione significativa dell’aspettativa di vita, si dirama in numerosi settori, dalle nanotecnologie alla clonazione, passando quindi dalla genetica e arrivando fino all’avveniristico e ultratecnologico upload mentale. Fanno da contorno tecniche cosmetiche avanzate, chirurgia, trattamenti ormonali e nutrigenetica.

Confesso che le ricerche in questo campo attirano sempre la mia attenzione, soprattutto quando viene chiamata in causa, come in questo frangente, una molecola del tutto insospettabile, oltre che poco nota.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Aging è il primo ad attribuire un ruolo rilevante per un acido biliare, il quale si è dimostrato in grado di estendere la vitalità delle  cellule di lievito usate per i test. I risultati potrebbero avere significative implicazioni per la longevità e la salute umana, dato che il lievito possiede caratteristiche peculiari simili alle nostre.

Principali acidi biliari

L’acido litocolico (o acido 3a-idrossi-5b-colanico – ALC) è un acido biliare che si forma nel fegato per degradazione del colesterolo e si ritrova poi nella bile sotto forma di sale idrosolubile dove sostanzialmente agisce come un tensioattivo per solubilizzare i lipidi destinati al successivo assorbimento.

Il lievito è stato ritenuto un’ottima cavia, un vero organismo modello, a causa della sua incapacità di sintetizzare l’ALC, spiega Vladimir Titorenko professore del Dipartimento di Biologia e ricercatore in genomica, biologia cellulare e invecchiamento alla Concordia University. Queste particolari cellule eucariote, sono state le prime a rivelarci il loro genoma, inoltre sono molto facili da coltivare e possiedono una struttura cellulare complessa. E’ probabile che il percorso evolutivo del lievito abbia provveduto a fornirgli una speciale sensibilità verso gli acidi biliari, riconosciuti come molecole blandamente tossiche e capaci pertanto di stimolare una reazione tale da prorogare la mortalità cellulare. Viene altresì ipotizzato che il potenziale effetto dell’ALC, possa funzionare anche per gli esseri umani.

Titorenko e i suoi colleghi della Facoltà canadese hanno osservato oltre 19.000 molecole di piccole dimensioni per verificare la loro capacità di estendere la durata della vita del lievito. Sia in condizioni normali che sotto stress, l’ALC  ha però dimostrato di svolgere un ruolo più determinante.

Una chaperonina oggetto di studi del progetto folding@home

Alexander Goldberg, un dottorando collaboratore, sostiene che l’azione dell’ALC sulla longevità del lievito, avviene secondo due meccanismi distinti. Il primo è indipendente dal numero di calorie e implica la “manutenzione proteica ordinaria“, mentre il secondo sistema si verifica durante la restrizione calorica e coinvolge le chaperonine, conosciute anche come “proteine dello stress” o “dello shock termico”, per il loro ruolo nella rinaturazione delle proteine denaturate. Entrambi i meccanismi, indipendentemente dallo stimolo che li ha generati, sono risultati efficaci per sopprimere il processo di invecchiamento.

Anche se il team di ricerca ha maturato un’idea sommaria sul funzionamento dell’acido litocolico come responsabile della longevità del lievito, è ancora necessario determinare l’applicabilità per altre specie. Esistono tuttavia altri indizi in precedenti ricerche sul ruolo degli acidi biliari come agenti benefici per la salute e per la longevità. Ad esempio, è stato dimostrato che queste molecole si accumulano nel siero dei topi iperlongevi e contribuiscono a proteggere il fegato e le funzioni pancreatiche dei roditori.

Questo porta a ipotizzare che gli acidi biliari potrebbero diventare dei potenziali agenti farmaceutici per il trattamento del diabete, dell’obesità e altri disturbi metabolici, tutti legati all’età e offrire la speranza di una vita con un sano invecchiamento.

Penso che un traguardo di questo tipo, rispetto ad altri metodi diversamente discutibili, potrebbe dare un taglio meno intriso delle solite polemiche etico-religiose che di solito spuntano come funghi quando si tratta di estendere artificialmente l’aspettativa di vita. Si potrebbe definirla come  l’induzione di un’evoluzione digestiva endogena nativa! (EDEN?)🙂

Fonte: PhysOrg

Altre informazioni: Chemical genetic screen identifies lithocholic acid as an anti‐aging compound that extends yeast chronological life span in a TORindependent manner, by modulating housekeeping longevity assurance processes

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