Nuclear warning: bollettino radioattivo

Imegecredit: Wikimedia Commons

La mia indignazione riguardo al rinascimento nucleare non riesce ad affievolirsi, anzi di recente sono sempre più allarmanti le notizie che giungono dal fronte, e non riesco proprio a comprendere come si possa ignorare  eventi così preoccupanti e la stampa italiana, come al solito latita.

Inutile ricordare che con le rinnovabili non sussiste alcun pericolo per la popolazione che abita nei dintorni di una centrale, la radioattività è un insidia invisibile che colpisce nonostante l’ideologia politica che la supporta, come una livella che non guarda in faccia a nessuno e si fa beffe della casta di appartenenza, ricchi o poveri, belli o brutti, son colpiti tutti.

Ma vediamo che cosa i media in Italia non fanno passare, la nostra personale omertà di stampa di queste ultime settimane:

  • 30/06/10 – Tre centrali nucleari minacciate dalla marea nera nel golfo del Messico. (news)
  • 02/07/10 – Scoperta l’immissione nell’ambiente di acqua contenente trizio dell’impianto di La Salle, Illinois USA. (news)
  • 04/07/10 – Due decadi dopo Chernobyl, le pecore scozzesi finalmente non manifestano più tracce di radioattività. (news, greenreport)
  • 07/07/10 – Tragedia sfiorata nell’impianto di Tarapur, india. Sarebbero rimaste coinvolte migliaia di vite umane condannate dalle radiazioni. (news)
  • 09/07/10 – Nuova ingente perdita di materiale radioattivo presso l’impianto nucleare di Pilgrim in Plymouth, Massachusetts USA . (news)
  • 12/07/10 – Fermati due reattori a Surry in Virginia per una perdita di “meno” di 500 litri al minuto di acqua. (news)
  • 13/07/10 – Nuove rogne per per l’EPR di Flamanville, Francia. (news)
  • 13/07/10 – Nucleare in Bassa Sassonia, centomila barili di scorie da smaltire. Il deposito provvisorio non tiene, rischio di contaminazione radioattiva nelle miniere di sale. (news, reportage fotografico del National Geographic)
  • 15/07/10 – La centrale nucleare di Beznau in Germania ha dovuto ridurre la produzione di corrente a causa delle temperature troppo alte. Nel frattempo la Francia è costretta ad importare elettricità dalla Gran Bretagna per fare fronte all’onda di calore estivo che ha messo fuori gioco mettere un terzo delle sue centrali. (fonte)

Se la rassegna non fosse stata sufficiente, allora vi consiglio un altro illuminante articolo proposto da trendmagazine: Il preoccupante aumento degli incidenti nucleari.

Qualcuno ancora pensa che le scorie nucleari siano un problema già risolto, ma non è così. Al mondo non esistono ancora depositi permanenti di materiale radioattivo, e quelli provvisori cadono a pezzi (come in Bassa Sassonia)  mettendo a repentaglio l’ambiente e la vita circostante. Intanto, le scorie italiane sono state rifiutate perfino dagli americani.

La lobby nucleare non permette la diffusione di certe notizie, anzi promuove il nucleare come una fonte energetica pulita, sicura e economica. Non lasciamoci abbindolare: gli interessi in gioco sono elevatissimi e i rischi non sono da prendere alla leggera.

Giacimenti uraniferi lunari, miraggio nucleare. Imagecredit: Space.com

Riguardo alla presunta disponibilità pressoché illimitata di uranio, non si capisce allora quali sarebbero i motivi per finanziare certe ricerche, come l’ottenimento di uranio dagli oceani o le miniere di uranio sulla luna, fonti limitate con un contenuto dell’elemento fissile dell’ordine del miliardesimo (attualmente l’uranio viene estratto dalle miniere con fonti che ne contengono mille volte in più). Forse uno scarso ottimismo nella futura ricerca sulle centrali di quarta generazione, che consentirebbero l’impiego di altri combustibili? Oppure semplicemente perché è finita l’era dell’uranio a basso prezzo? O peggio ancora, perché sembrerebbe che i costi proibitivi dello smaltimento divorino le tasse dei contribuenti diventando sempre più insostenibili, mentre l’energia rinnovabile (che in Italia ormai copre l’intero fabbisogno di energia delle famiglie) sembra competere con destrezza contro il prezzo del nucleare? Vedi la Carolina del Nord per esempio. Certo si può sempre obiettare che il prezzo del combustibile incide per una piccola percentuale sul prezzo del chilowattora, ma questa regola non è infrangibile e il prezzo è destinato a crescere, non illudiamoci.

Infine strani intrighi, un Veronesi che canta le lodi delle centrali nucleari (prima c’erano i termovalorizzatori), prestandosi a una vergognosa trasmissione propagandistica, vetrina di nuclearisti prezzolati (nel video sottostante). Com’è possibile che un oncologo (che studia i tumori!!!) non si renda conto delle idiozie che ha fatto passare, ignorando tutte le malelingue che lo bollano di essere prezzolato e interessato? Ingenuità?

Perfino la chiesa è scesa in campo, alla faccia dell’ingerenza e dell’astenersi dalle faccende politiche italiane, divulgando un opuscolo che è un vero e proprio spot atomico con la divina benedizione del clero e della diocesi. Il nucleare è cosa buona  e giusta? Ma vaaaaaaaa………

Potrebbero interessarti anche:  La favola del nucleare sicuro, Quello stronzio radioattivo che contamina i pesci…

Water leak shuts down nuclear reactor in Surry

7 thoughts on “Nuclear warning: bollettino radioattivo

  1. E’ vergognoso che si punti così tanto su una fonte di energia destinata solo a darci problemi irrisolvibili in futuro, quando se si investisse sulle fonti rinnovabili si avrebbe energia illimitata, gratuita e senza problemi di smaltimento scorie. E’ allucinante! Una volta leggevo di un progetto (di cui non ricordo il nome, forse tu l’hai sentito) dove si volevano sfruttare le potenzialità di diverse aree d’Europa e del Nord Africa per generare energia condivisa tra tutti i produttori. Ad esempio, in Marocco si sarebbe puntato sul solare, nel Nord Europa sull’eolico e così via.. E ci sarebbe stata energia per tutti. Invece no, puntiamo sul nucleare che andiamo bene!

  2. Purtroppo temo che l’energia condivisa sfruttando le risorse locali sia ben lungi dal prendere piede. Un’utopia che poco si concilia con gli enormi interessi di pochi finanzieri.
    Il metodo risolutivo passa sicuramente attraverso l’ottimizzazione delle risorse rinnovabili in un cocktail energetico appropriato, sfruttando gli eccessi a livello locale e reimmettendoli in circolo. Per ora possiamo solo sognarcelo, ahinoi!!!

    • Mi autobacchetto da solo! Solo ora mi viene in mente il progetto di cui parlavi, si tratta del Desertec, un progetto di una rete di centrali elettriche e infrastrutture per la trasmissione di energia elettrica a lunga distanza finalizzate alla distribuzione in Europa di energia prodotta da fonti rinnovabili (in particolare energia solare dai deserti del Sahara e del Medio Oriente tramite la tecnologia del solare termodinamico ed energia eolica prodotta sulle coste atlantiche), proposto dalla Desertec Foundation. http://www.desertec.org/
      Hai da prestarmi un po’ di cenere?😀

  3. Eh eh dai sei perdonato.. Pensa che io avevo letto questa cosa in un numero di Focus, quando ancora lo compravo! E non me ne sono mai dimenticato perchè l’avevo trovata un’idea bellissima!

  4. Ottimo articolo.
    Speriamo in un risveglio delle coscenze, anche se gli Italiani mi sembrano dormire in questo periodo, non tutti ovviamente.
    Hai dimenticato le grosse spese militari che si aggiungerebbero nel caso venissero costruite le centrali nucleari, visto che l’Uranio può essere appetibile anche per scopi non proprio civili e benevoli e di trasporto visto che si trova solo in Russia e in paesi come il Sudafrica, se non sbaglio.

  5. @Essence: mi auguro che tu abbia ragione, anche se rimango preoccupato dal fatto che certa follia è dura ad estinguersi, anzi spesso si autoalimenta, e temo che il solo fatto di mettere in piedi un business colossale come questo, indipendentemente dal fatto che se ne termini o meno la costruzione, è un indiscusso incentivo per non desistere, purtroppo.

    @Ecologic world: come darti torto? Sarà per questo che il nostro ministro della guerra si sta prodigando per introdurre una mini-naja di balilla finanziata con 20 milioni di € (soldi rubati alla scuola) per assicurarsi un drappello di pseudo-soldati, forse destinati a contrastare una futura sommossa antinucleare (e non solo)?
    http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=23356

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