Scacco ai falsari, la chimica rivela istantaneamente banconote contraffatte

Grazie a una tecnica semplice e veloce che esamina la composizione chimica della superficie delle banconote, è ora possibile identificare anche la migliore tra le falsificazioni di cartamoneta. La tecnica è stata sviluppata in seguito a una collaborazione di alcuni scienziati brasiliani e statunitensi. La contraffazione di banconote è un problema globale che sta aumentando in portata e complessità, i falsari oggi utilizzano metodi sempre più sofisticati per la riproduzione digitale, come scanner e stampanti laser,  e sono finiti i tempi in cui un falso poteva essere individuato semplicemente osservando e palpeggiando il foglietto di carta.

Insieme a Graham Cooks della Purdue University di West Lafayette (USA),  Marcos Eberlin e colleghi della University of Campinas (Brasile), hanno messo a punto una tecnica di spettrometria di massa in grado di tracciare un profilo chimico delle banconote in pochi secondi. La preparazione dei campioni è semplicissima, non  è un metodo distruttivo, e il test riesce anche rivelare il metodo di contraffazione utilizzato per creare il denaro “surrogato”.

Schema della tecnica. Imagecredit: rsc

Questa nuova tecnica si basa sull’uso della ionizzazione per desorbimento applicata alla spettrometria di massa in alcuni punti distribuiti sulla banconota. Per le banconote vere i dati rilevati come il rapporto massa/carica (m/z), risulta uniforme su tutta la superficie, nonostante l’età, l’usura e lo schema dei colori. Ciò fornisce una vera e propria “impronta digitale” che non riesce ad essere duplicata dalle tecnologie di scansione e riproduzione digitale come laserjet, inkjet, phaser o offset, nelle quali si osserva una serie distinta di marcatori ionici con impronte molto differenti.

La prossima sfida sarà quella di rendere questa tecnologia disponibile per la comunità forense,  come una tecnica ineludibile, veloce e facilmente utilizzabile da laboratori della polizia scientifica, ma anche a scopo preventivo per trovare il modo più efficace per aggiungere queste “firme” chimiche, sia a carico delle formulazioni di inchiostro, “timbri” invisibili o codici a barre, come una nuova e inimitabile misura di sicurezza anticontraffazione per  le future banconote. Sfortunatamente per i futuri falsari la vita sarà molto più complicata.

Libera traduzione da: Freerepublic

Livia S. Eberlin, Renato Haddad, Ramon C. Sarabia Neto, Ricardo G. Cosso, Denison R. J. Maia, Adriano O. Maldaner, Jorge Jardim Zacca, Gustavo B. Sanvido, Wanderson Romão, Boniek G. Vaz, Demian R. Ifa, Allison Dill, R. Graham Cooks and Marcos N. Eberlin, Analyst, 2010
DOI: 10.1039/c0an00243g Instantaneous chemical profiles of banknotes by ambient mass spectrometry (Royal Society of Chemistry)

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