Non può piovere petrolio!

Siamo tutti in sdegnata apprensione per l’immane disastro ambientale che nei giorni scorsi ha devastato il golfo del Messico, e che la BP sta cercando di contenere, con discutibili risultati, purtroppo.

Fra le migliaia di proposte che in queste settimane sono state inoltrate, nella speranza che i vertici dell’azienda rimangano colpiti da qualche brillante intuizione (anche se io li vedrei bene colpiti da qualcos’altro), spicca sicuramente quella di qualche sedicente esperto che suggerisce di far scoppiare una bella bombetta atomica per sigillare definitivamente la copiosa e impietosa perdita di petrolio.

Come dire: mi hanno avvelenato il gatto, mi passi la stricnina per favore?

Fortunatamente il colpo di grazia nucleare non è un opzione, per ora, e speriamo che si riesca a risolvere una volta per tutte questo incubo ambientale con metodi più saggi e oculati. C’è già qualcuno che ci scherza su:

Cos’è peggio di una perdita inarrestabile di petrolio nell’oceano?

Una perdita inarrestabile di petrolio radioattivo.

Un’altra faccia della follia del golfo del Messico, in questi giorni imperversa in un altro oceano, quello del web.

Il video mostra l’esito di una pioggia a base di petrolio nella Louisiana, e tutti si chiedono se la cosa è realmente possibile.

In questo filmato, che effettivamente è un po’ inquietante, si vedono pozzanghere dalle caratteristiche iridescenze arcobaleno, ma non si vede una vera pioggia di oro nero. Data la presenza di una strada inoltre, è verosimile che sull’asfalto siano presenti tracce di olio o combustibile lasciati da qualche vecchio autoveicolo.

A conferma dell’eccessivo allarmismo di qualche mitomane, giungono anche i pareri degli esperti ambientali, in accordo tra loro una volta tanto. Jennifer Austin, un portavoce del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), afferma che secondo gli esperti la pioggia di petrolio non è altro che un mito.

Il petrolio in effetti, evapora a temperatura ambiente. O meglio, alcuni composti contenuti nel greggio possono evaporare. Questi fanno parte della frazione bassobollente, e lasciano un residuo catramoso ricco di viscosi idrocarburi altobollenti.

Cosa succeda a questi composti, una volta diventati gas in atmosfera non è proprio così demoniaco come la tempesta di olio infuocato che traspare dagli allarmisti.   L’evaporazione del petrolio è normale, e sebbene alcuni ipotizzano che l’effetto disperdente del Corexit abbia favorito l’evaporazione della parte più volatile, in realtà questo solvente muta lo strato sottile e ben distribuito di inquinante in uno disperso in tre dimensioni, agevolandone l’assorbimento e facilitando l’azione naturale delle radiazioni UV combinate con la catalisi microbica.

Quello che invece si verifica a causa della frazione di VOC dispersa in atmosfera, è la cosiddetta pioggia acida, un fenomeno meteorico devastante dove le goccioline di pioggia appena formate si impregnano di ossidi di azoto e di zolfo (NOxSO2), arrivando a livelli di pH micidiali per la vita, perfino inferiori a 2,5, come una soluzione a media concentrazione di acido solforico. Sinceramente se dovessi scegliere tra una pioggia acida e una di petrolio, credo che non riuscirei a decidere ( o decedere!) tanto facilmente…

L’unico modo affinché possa precipitare petrolio insieme alla pioggia, è  l’avvento di un violento uragano, che sollevando enormi quantità di liquidi dalla superficie marina, può riversarli come una pioggia nerastra senza necessità del passaggio di stato da liquido a gassoso. Ma per ora, nessun uragano è ancora passato a spazzolare il golfo. Speriamo che continui a evitarlo…

Fonte: PopularMechanics

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