Nuovo record per il teletrasporto quantistico

Poco distante dalla Grande Muraglia, Charlie e Alice si apprestavano a terminare gli ultimi controlli delle strumentazioni nel loro laboratorio di Badaling, un distretto appartenente alla sconfinata municipalità che è la città di Pechino. Bob attendeva nel sito di Huailai una provincia confinante, distante 16 km in linea d’aria dal loro laboratorio. Anche lui, in costante contatto con i suoi colleghi teneva d’occhio i monitor e l’apparecchiatura destinata alla ricezione, in un frenetico affinamento delle calibrazioni, nel tentativo di avvicinarsi alla perfezione. Tutto doveva filare come previsto, anche se sapeva che in fondo qualche fotone capriccioso sarebbe sfuggito ugualmente alla morsa dell’entanglement, l’indeterminazione di Heisenberg non perdona nessuno, figuriamoci una piccola percentuale di impercettibili particelle senza né massa né arte.

Non per questo, Bob sapeva di essere ad una svolta, l’ultima volta che altri scienziati avevano provato a teletrasportare un oggetto, si trattava solo di qualche centinaio di metri, e non sarebbero mai riusciti a farlo senza l’ausilio delle fibre ottiche.

Il conto alla rovescia iniziò a incalzare, gli ultimi preparativi oramai erano alle loro spalle. L’interferometro per la misura dello stato di Bell aveva completato l’allineamento. Era necessaria una perfetta visibilità atmosferica tra i due siti, ma questo rappresentava solo uno dei successivi problemi da risolvere. Al momento non potevano esserci condizioni migliori per il successo dell’esperimento.

Il momento cruciale arrivò, Alice pensava a tutte le criticità discusse fino ad allora, il cristallo prismatico di borato di bario era stato posizionato con incredibile attenzione, e il laser blu era stato perfettamente calibrato alla lunghezza d’onda di 405 nanometri, non uno di più.

I fotoni, i veri protagonisti dell’esperimento, erano pronti. Su di essi una procedura quantistica aveva determinato ogni singola proprietà riproducibile, la massimizzazione della sovrapposizione era garantita grazie alla polarizzazione spaziale, e alla precisione dei calcoli dei loro osservatori accademici.

L’esperimento procede come previsto, nel sito di ricevimento Bob rileva l’avvenuta riproduzione dello stato quantistico dei fotoni riceventi. Le informazioni riprodotte mantengono l’89 per cento di quelle originali, oltre ogni più ottimistica previsione.

Ecco come un altro mattoncino nel muro delle ricerche sul teletrasporto è stato aggiunto, facendo palpitare e sognare ancora una volta tutti i fan della fantascienza classica come Star Trek, il racconto è una mia fantasia, l’esperimento no.

Curiosità, per chi non mastica meccanica quantistica a colazione, Alice, Bob e Charlie sono i nomi dei personaggi caratteristici delle dimostrazioni tipiche della fisica e dell’information technology. In pratica sono dei nomi convenzionali che rendono semplici e meno noiose spiegazioni come “la persona A ha intenzione di inviare un messaggio alla persona B“. Se fra i personaggi trovate un Chuck, allora dovete sapere che si tratta di un partecipante con intenzioni malvagie, mentre Gordon è un agente governativo, ma solo per quanto riguarda la crittografia quantistica.

Fonte: nature photonics

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...